Giuseppe Aiello è nato a Ischia nel 1964 e vive a Napoli. Dotato di una spiccata vocazione per la carriera di libero pensatore gli hanno presto spiegato che questa richiede genitori abbienti o almeno di aver ereditato un paio di appartamenti da affittare a studentesse fuori sede o a extracomunitari. Provenendo viceversa da famiglia scolarizzata e generosa – ma rigorosamente proletaria – ha dovuto organizzarsi diversamente. Dopo la laurea in scienze geologiche, ha svolto diverse attività (e nessuna professione) tra le quali quelle di guida museale, musicista di strada, professore universitario (calma, solo effimeri contratti), costruttore di tammorre, insegnante di taiji quan, venditore di libri e, soprattutto, micropaleontologo. È infatti coautore di una quarantina di pubblicazioni scientifiche su quisquilie di nessun interesse per chi non sia uno specialista. Per il resto scrive poco (tra l’altro: La comprensibile esistenza di una musica inaccettabile, 1997 e Non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono neomelodici, 2013, sulla nuova musica napoletana; Malatesta e il satiro, 2004, una breve analisi di un versante poco considerato del pensiero di Errico Malatesta; Urupia – A casa di persone che non erano in cerca dell’isola felice e infatti non l’hanno trovata, 2012) e con esasperante lentezza si prende cura di qualche libro (Tomasz Parczewski – Kronštadt nella Rivoluzione russa, del 1935; Errico Malatesta e Francesco Saverio Merlino – Anarchismo e democrazia, del 1897). Se vi serve qualcosa, soprattutto i lavori di micropaleontologia senza i quali la vostra vita non può essere davvero felice, scrivetegli (g_aiello@hotmail.it) e avrete risposta.