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LEGA DEI FURIOSI

Dopo una serie di incontri tenutisi a Imperia, La Spezia e Firenze, si è infine giunti alla realizzazione de LA LEGA DEI FURIOSI: catalogo collettivo nato dall’esigenza di diverse realtà; collettivi, gruppi, centri sociali, singoli, interessati all’autogestione/autoproduzione/distribuzione di libri, dischi, cassette audio e video, zines, cartoline, magliette ecc. L’intento comune è quello di far conoscere al maggior numero di persone quello che viene fatto al di fuori (o il più possibile sganciato) dei meccanismi di produzione e valorizzazione delle merci-creatività. Nel corso dell’ultima riunione organizzativa, uno dei temi più dibattuti era il tipo di discriminante e quale tipo di parametri...

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LA FINE DI OGNI UOMO

Vi scrivo dai paesi dell’ATROCE, vi scrivo dalla capitale di folla addormentata. È venuta per me la fine di ogni uomo: perché bisogna produrre, bisogna, con tutti i mezzi di attività possibili, sostituire la natura ovunque possa essere sostituita, occorre trovare all’inerzia umana un campo più vasto, bisogna che l’operaio abbia di che occuparsi, bisogna creare nuovi campi di attività, e finalmente questo sia il regno di tutti i falsi prodotti fabbricati, di tutti gli ignobili surrogati sintetici, in cui non ha niente a che fare la bella vera natura, e deve cedere il posto una volta per tutte e...

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CONTRO IL LAVORO

Progetto per una rassegna popolare di cortometraggi video autoprodotti La rassegna ha lo scopo di mettere in luce la nocività del lavoro, a partire dal lavoro salariato così come viene praticato e vissuto nella nostra società. Crediamo che pressoché chiunque in questa città si sia trovato a dover subire sulla propria pelle gli effetti nefasti del lavoro, della medesima schiavitù double face cui sottostanno il lavoratore e il disoccupato, del suo autoritario dominio sulle nostre vite operato tramite l’accanita scansione ed espropriazione dei ritmi vitali di ognuno di noi, individualmente e socialmente. Crediamo anche che il lavoro così come viene...

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Nautilus nella Rete

Nel 1995 i sommergibilisti, per la prima volta, vengono in contatto con i misteriosi navigatori di un mare a noi sconosciuto, ma non ignoto. Ce ne stavamo interessando da una decina d’anni; avevamo pubblicato Enciber che all’epoca, metà degli anni Ottanta, era passato quasi inosservato. Vi si parlava proprio di quella distesa informe, LA RETE, dove le gocce si chiamano bit e rilucono in pixel, i fogli di carta diventano file, la scrittura si personalizza con Arial o con Verdana e i sentimenti con un emoticon. Abituati a muoverci nella carta, VHS, musicassette, l’idea che ci proponevano - solcare quel...

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CONTRO TUTTI

CONTRO TUTTI GLI ASPIRANTI POLITICI E I LORO PRESUNTI MOVIMENTI In questo periodo in Italia assistiamo ad una serie di proposte di legalizzazione delle occupazioni degli spazi autogestiti proveniente da varie forze della sinistra istituzionale (PDS, Rifondazione, Verdi, Rete, eccetera) e da alcuni centri sociali. Legalizzare vuol dire ricondurre sotto l’imperio della legge di Stato tutte quelle esperienze di vita che in varia misura vi si sono sottratte. Per noi, ciò significa, nella pratica, rendere impossibile l’autogestione soffocare ogni tensione di rivolta. È chiaro, infatti, come queste proposte si inseriscano in un più ampio contesto. Lo Stato, da una parte,...

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John Zerzan: Nessuna via d’uscita?

Tratto da Anarchy #52, autunno/inverno 2001-2002 L’agricoltura ha posto fine a un lungo periodo di esistenza umana caratterizzata in gran parte dalla libertà dal lavoro, da una notevole autonomia e parità tra i sessi, dall’assenza di sfruttamento della natura e di violenza organizzata. Essa sottrae alla terra più di quanto le restituisce ed è il fondamento della proprietà privata. L’agricoltura recinta, controlla, sfrutta, stabilisce la gerarchia e il risentimento. Chellis Glendinning (1994) ha descritto l’agricoltura come il “trauma originario” che ha devastato la psiche umana, la vita sociale e la biosfera. Ma l’agricoltura/addomesticamento non è comparsa all’improvviso dal nulla, 10.000...

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Suicidio modo d’uso, sequestrato

“Rassicuratevi, noi non amiamo la morte. Preferiamo sapere che dei bambini si amino, che un prigioniero evada, che le banche brucino, che la vita insomma si manifesti”. Dopo il burro di Bertolucci, la frittata del pretore di Portici Riccardo Russo, che ordina su tutto il territorio nazionale il sequestro del libro Suicidio modo d’uso di Claude Guillon e Yves Le Bonniec edito in italiano dai tipi della Nautilus, ipotizzando per autori, editori e proprietario dell’opera una serie incredibile di reati: dalla violazione dell’articolo 580 del codice penale sull’istigazione al suicidio, alla violazione dell’articolo 15 della legge sulla stampa in relazione...

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Treni ad alta velocità

L'epopea di paccottiglia elaborata dall’ideologia dei cavalieri d’industria, golden boy e simili ronzini avrà finalmente portato i suoi frutti. La desertificazione delle campagne l’ammucchiarsi in periferie e città invivibili, l’omologazione delle esistenze, la scomparsa di ogni comunità possibile come di ogni individualità profonda, la vita dominata totalmente dagli imperativi economici, il tempo detto libero e gli svaghi divenuti essi stessi merci, il crescente sentimento dell’assurdità di una simile vita. Vi è una specie di armonia finora poco turbata fra potenti che dettano quel che deve essere la vita e poveri che hanno perso l’idea di ciò che potrebbe essere; industriali...

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Trent’anni Grazie a tutti

Alla fine degli anni 70 e all’apertura del decennio 80, in Italia e in tutta Europa le ideologie di destra e di sinistra avevano ancora una volta rivelato la loro natura di falsa coscienza, di impasto deviato di teorie e pensieri delle classi dominanti. La lotta armata, come alcuni avevano previsto, si stava chiudendo da sé, non soltanto per tradimenti incrociati e i pentimenti interessati, ma soprattutto a causa della direzione militarista-centralista-burocratica intrapresa. Non soltanto prevista, ma addirittura scontata, era la totale integrazione delle sinistre “ufficiali” e ancor più di quelle cosidette “rivoluzionarie” nel panorama desolato di un paese che...

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Nautilus 25 anni

Nel 1981 iniziava il viaggio di Nautilus, un collettivo che da 25 anni porta avanti un’attività – per lo più editoriale – legata ai principi dell'autogestione e alla pratica dell'autoproduzione. Chi nel 1981 accese i motori di Nautilus e si diresse in mare aperto con gli altri marinai saliti qualche tempo dopo, era – e continua ad essere – animato dal desiderio di agitare e sostenere la libertà, contribuire alla crescita di una comunità umana che elimini, nella vita quotidiana e nei rapporti sociali ed economici, la disuguaglianza, l’oppressione, il dominio. Ognuno con un diverso temperamento e sensibilità, ma tutti...

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