GIANLUCA TORO: ANIMALI PSICOATTIVI. Stati di coscienza e sostanze di origine animale. Pagine 144, illustrato.

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Gianluca Toro

Gianluca Toro

Gianluca Toro è chimico di professione in campo ambientale. Si interessa di composti psicoattivi naturali nell’ambito dell’etnobotanica e dell’etnomicologia, nonchè di composti psicoattivi sintetici, con particolare riguardo per l’aspetto chimico e farmacologico. Ha pubblicato articoli per riviste italiane, americane, francesi, spagnole e tedesche su diversi aspetti di questa ricerca. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Animali psicoattivi. Stati di coscienza e sostanze di origine animale (Nautilus, Torino, 2004), Sotto tutte le brume, sopra tutti i rovi. Stregoneria e farmacologia degli unguenti (Nautilus, Torino, 2005), Salvia divinorum. Il piccolo principe (Nautilus, Torino, 2007), Drugs of the Dreaming. Oneirogens: Salvia divinorum and other Dream Enhancing Plants (Park Street Press, Rochester, 2007), Flora psicoattiva italiana. Piante spontanee allucinogene, eccitanti, sedative del territorio italiano (Nautilus, Torino, 2010), La radice di Dio e delle streghe. Miti e riti della mandragora dall’antichità ad oggi (Yume, Torino, 2014), DMT. Usi, fenomenologia e ipotesi (Avvicinamenti, Pinerolo, 2017), L’ombra mortale della notte. Storia antica e moderna della belladonna (Yume, Torino, 2017), Il risveglio della bestia. Droghe, terogeni e allucinogeni nelle culture tradizionali. (Yume, Torino, 2018) e Giusquiamo. Fra ebbrezze rituali e medicine tradizionali, in collaborazione con G. Samorini (Yume, Torino, 2019).

Per l’uomo, la tendenza a raggiungere stati di coscienza non ordinari è considerato un fenomeno innato, una vera e propria costante comportamentale senza confini di spazio e di tempo, alla ricerca dell’ “altrove” e del sacro. Tale attitudine a modificare la propria percezione non è comunque limitata alla sola razza umana ma sembra interessare la specie animale in generale, come dimostrerebbero studi specifici al riguardo.
Una tecnica comune all’uomo e a quelli che comunemente chiamiamo animali è l’ingestione di vegetali psicoattivi. In particolare per l’uomo non sorprende che, seguendo questo suo impulso, si sia rivolto al mondo animale.
Questo libro vuole offrire una panoramica sulle principali conoscenze che riguardano l’impiego delle sostanze psicoattive di origine animale ed essere uno stimolo per future ricerche, essendo consapevoli che si tratta di un campo di indagine ancora poco sviluppato e conosciuto.
Sarà evidenziato come l’animale possa contenere in sé i principi attivi (per esempio i rospi), oppure come possa accumularli nei suoi tessuti attraverso l’assunzione di vegetali essi stessi psicoattivi (per esempio nel caso delle chiocciole, delle anatre o del miele delle api).
Oltre a ciò, è importante la differenziazione tra uso accidentale e uso intenzionale, con il primo certamente più diffuso del secondo. L’uso intenzionale, se reiterato, potrebbe divenire la base di un comportamento rituale con precise finalità; l’animale viene così sacralizzato poiché permette, per esempio, il contatto con il divino.
In questo testo rientrerebbero anche i preparati di tipo magico citati nella letteratura antica, dall’efficacia farmacologica dubbia o non dimostrata, e gli animali impiegati come afrodisiaci, di grande valore tradizionale presso molte culture.

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