GIANLUCA TORO: FLORA PSICOATTIVA ITALIANA. Piante eccitanti allucinogene sedative del territorio italiano. Pagine 154, illustrato con centinaia di foto a colori.

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Gianluca Toro

Gianluca Toro

Gianluca Toro è chimico di professione in campo ambientale. Si interessa di composti psicoattivi naturali nell’ambito dell’etnobotanica e dell’etnomicologia, nonchè di composti psicoattivi sintetici, con particolare riguardo per l’aspetto chimico e farmacologico. Ha pubblicato articoli per riviste italiane, americane, francesi, spagnole e tedesche su diversi aspetti di questa ricerca. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Animali psicoattivi. Stati di coscienza e sostanze di origine animale (Nautilus, Torino, 2004), Sotto tutte le brume, sopra tutti i rovi. Stregoneria e farmacologia degli unguenti (Nautilus, Torino, 2005), Salvia divinorum. Il piccolo principe (Nautilus, Torino, 2007), Drugs of the Dreaming. Oneirogens: Salvia divinorum and other Dream Enhancing Plants (Park Street Press, Rochester, 2007), Flora psicoattiva italiana. Piante spontanee allucinogene, eccitanti, sedative del territorio italiano (Nautilus, Torino, 2010), La radice di Dio e delle streghe. Miti e riti della mandragora dall’antichità ad oggi (Yume, Torino, 2014), DMT. Usi, fenomenologia e ipotesi (Avvicinamenti, Pinerolo, 2017), L’ombra mortale della notte. Storia antica e moderna della belladonna (Yume, Torino, 2017), Il risveglio della bestia. Droghe, terogeni e allucinogeni nelle culture tradizionali. (Yume, Torino, 2018) e Giusquiamo. Fra ebbrezze rituali e medicine tradizionali, in collaborazione con G. Samorini (Yume, Torino, 2019).

Fino a questo momento, sono state scoperte e utilizzate centinaia di piante psicoattive. Piante allucinogene, afrodisiache, sedative, eccitanti, le cui foglie, fiori o radici, contengono principi attivi largamente conosciuti e apprezzati in ogni latitudine e cultura. Parte integrante nei rituali di molti culti e religioni, utilizzate per curare malattie e lenire sofferenze, le piante psicoattive sono state determinanti nello sviluppo culturale, sociale e materiale del genere umano. Anche il territorio italiano è ricco di questa flora. In passato queste piante venivano ampiamente studiate e usate da medici, guaritori, gente comune; su di esse sono nati miti, imposti tabù, fiorite leggende, innalzati roghi. Oggi si utilizzano per lo più per estrarne i principi attivi o sono state soppiantate da sostanze chimiche più efficaci, diffuse e gestite diversamente di un tempo. Alcune sono molto note – belladonna, stramonio – altre come la lattuga o la ninfea molto meno, altre ancora, data la bassissima presenza in esse di principi psicoattivi del tutto sconosciute; in ogni caso sempre meno fanno parte del bagaglio di conoscenze diffuse.

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