JEAN-PIERRE GARNIER: ARCHITETTURA E ANARCHIA. Un binomio impossibile. Seguito da: LO SPAZIO INDIFENDIBILE. la pianificazione urbana nell’epoca della sicurezza. Pagine 64.

4.00

Circa L'autore

Jean Pierre Garnier

Jean Pierre Garnier

Jean-Pierre Garnierè nato a Le Mans nel 1940. Laureato all’Istituto di studi politici di Parigi nel 1963 con tesi in sociologia urbana e gestione del territorio,ha ottenuto due dottorati, in sociologia urbana all’Università di Tolosa nel 1972,in urbanesimo e pianificazione urbana all’Università di Parigi Créteilnel 1977.Dal 1963 al 1966 ha lavorato all’Institut d’Aménagement et d’Urbanisme della Regionedi Parigioccupandosi di pianificazione urbana; dal 1966 al 1971 è stato a L’Avana all’Istituto di pianificazione fisica di Cuba dove ha lavorato alla preparazione del Piano Direttivo della città. Tornato in Franciadopo una rocambolesca espulsione da Cuba,dal 1971 al 1975 ha insegnato nel dipartimento di geografia urbana dell’università di Tolosaedal 1975 al 1983 alle università di Parigi Vincennes eSorbona(dal 1977 al 2005 è stato professore di sociologia urbana alla Scuola speciale di architettura di Parigi); infine, dal 1983 al 2007 ha occupato il posto di ricercatore presso il CNRS.Oltre a diversilibri pubblicati, ha scritto innumerevoli opuscoli e articoli in libri e riviste; ha tenuto conferenze, interviste, trasmissioni radiofoniche; è membro del consiglio di redazione delleriviste Espaces et Sociétés, L’Homme et la Société e Utopie Critique. Scrive regolarmente sulla rivista in rete internazionale Divergencesoltre che su Réfractionse Le Monde libertaire.

Quale rapporto, che non sia a priori contraddittorio, possono intrattenere l’architettura e l’anarchia? l’architettura è certamente un simbolo dell’autorità, ma non solo: essa è stata fin dal principio uno dei suoi strumenti, e non tra i minori, poiché costituisce una delle modalità indispensabili del suo esercizio.
«Ancora più che la rappresentazione ostentatoria del potere, l´architettura sta alla base di un´arte del comandare. Tutto il potere si esercita architettonicamente.»

I poteri pubblici introducono innumerevoli dispositivi di “pacificazione” con il contributo dell’architettura e dell’urbanistica, che devono dissuadere il “nemico interno” dall’entrare in azione e, in caso lo faccia, facilitarne la repressione, confermando così il legame tra la pianificazione urbana e il mantenimento dell’ordine sociale.