JOHN ZERZAN: FUTURO PRIMITIVO. Pagine 64.

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“Una vita qualitativamente diversa comporta l’abolizione dello scambio, sotto qualsiasi forma, a favore del dono e dello spirito del gioco. Al posto della coercizione al lavoro l’obiettivo centrale e immediato è un’esistenza priva di imposizioni: il piacere senza impedimenti, l’attività creativa secondo le passioni dell’individuo e in un contesto pienamente egualitario. “Siamo chiaramente tenuti in ostaggio dal capitale e dalla sua tecnologia, costretti a sentirci dipendenti, persino impotenti, schiacciati sotto il peso dell’opprimente inerzia di secoli di categorie, modelli e valori alienati. Di che cosa si potrebbe fare immediatamente a meno? Confini, governi, gerarchia… Che altro? Quanto tempo occorre per eliminare le forme più radicate di autorità e separazione, come la divisione del lavoro? Molti affermano che milioni di individui morirebbero se l’attuale sudditanza tecno-globale al lavoro fosse eliminata insieme alla merce: consideriamo però il gran numero di persone che sarebbero libere da occupazioni manipolatorie, parassitarie e distruttive a favore della creatività, della salute e della libertà”.

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