LUIGI BONTEMPI: BYTE RUGGINOSI. Pagine 64.

2.10

Esaurito

Come in un gioco di specchi, in queste pagine rimbalzano le immagini del rapporto che intercorre tra l’uomo e la macchina. E come un gioco di specchi, lo spazio e il tempo rivelano la distorsione insita in tali immagini. In questa società protesizzata – protesi per udire musiche e voci e per vedere immagini riprodotte; protesi per spostarsi più velocemente; protesi per pensare più rapidamente, utilizzando una grande quantità di dati in modo simultaneo – il desiderio di andare lontano, di spingersi “oltre” per costruire una realtà diversa può anche significare osservare il presente attraverso il passato, guardare con gli occhi di chi, ieri come oggi, non si accontenta di quanto viene servito sul piatto d’argento del progresso attuato secondo le forme che ben conosciamo. La modificazione delle forme della nostra esistenza non corre su binari fissi, il cui percorso e le cui tappe sono necessariamente prestabiliti dai confini delineati dalla scienza e dalla tecnologia. Esistono tempi e luoghi in cui si attuano scelte, si pongono in essere decisioni. Le immagini che rimbalzano nel gioco di specchi riflettono e rifrangono vecchi problemi. Esiste una tecnologia neutrale? Esiste una tecnologia utilizzabile per la sovversione e il cambiamento?

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