PINO BERTELLI: LA MACCHINA CINEMA E L’IMMAGINARIO ASSOGGETTATO. Trattato di liberazione degli sguardi. Pagine 125, 1987 (esaurito).

Una realtà, quella della macchina cinema, apparentemente complessa, ma che produce quasi sempre e pressoché ovunque lo stesso chiarissimo effetto: l’assoggettamento dell’immaginario individuale e collettivo. Il cinema è la Fabbrica dei Sogni o, se si preferisce la Sacra Puttana, strumento di potere e di consenso. Ovunque esista uno schermo, per molta parte del giomo e della notte, milioni di individui di ogni età, religione, razza e condizione sociale sono soggetti alla pressione che la macchina cinema produce sui loro cervelli. Un enorme dispiegamento di forze, di mezzi, di uomini, di tecniche canalizzate all’unico fine di bloccare, deviare e sublimare il dispiegarsi di un immaginario libero, immediatamente praticabile e quindi ferocemente sovversivo.
Questo saggio, alla terza edizione in Italia, analizza nel tempo e nei metodi meccanismi di questo processo di castrazione individuando nel contempo quanto in questo campo è sfuggito alla rete tesa dal Capitale per catturare ciò che su pellicola è stato impresso.
Un testo già in passato ampiamente sabotato dai sacerdoti di tutte le teologie in circolazione, dove sono posti quei principi morali che insorgono contro la cultura della genuflessione e il fascio delle ideologie.